SEI IN > VIVERE LODI > CRONACA
articolo

Piacenza-Lodi-Milano: "inferno ferroviario"

3' di lettura
22

Un uomo investito e ucciso, un'altra persona o più persone sui binari. È accaduto sulla tratta ferroviaria, Piacenza-Milano, all'altezza di Lodi. Fra giovedì 30 e venerdì 31 maggio, tutti i pendolari che, solitamente, viaggiano tutti i giorni verso Milano, hanno vissuto una vera e propria odissea.

Da Piacenza a Milano, passando per Lodi e comuni vicini. Solitamente, questa è la tratta dei pendolari. Lavoratori e studenti, residenti o domiciliati nel Basso Lodigiano, costretti a prendere il treno per andare nel capoluogo lombardo.

Giovedì 30 e venerdì 31 maggio, sono stati due giorni da dimenticare, nel vero senso del termine. Nella mattinata del 30, un uomo ha deciso di fare un gesto estremo e decidere di finire sotto il treno, all'altezza di Lodi. Il giorno dopo, un'altra persona e non si esclude che le persone possano essere state più di una, ha deciso di accedere ai binari ed occuparli. Bilancio totale e definitivo? Un morto, occupazione ingiustificabile di linea ferroviaria, cancellazioni, ritardi, disagio allo stato puro, e tanti cari saluti, abbracci, e baci eufemistici ai pendolari presenti.

Il Comitato Pendolari sud Milano-Lodigiano non ci stanno, sbattono i pugni e protestano contro la mancanza di sicurezza e controlli della linea ferroviaria regionale, denunciando in primis la presenza di una rete di recinzione completamente divelta, scardinata, favorendo così l'inspiegabile accesso di estranei alla ferrovia, con tutti i pericoli che ne deriverebbero. Tre esponenti e coordinatori del Comitato, hanno espresso tutto il loro malcontento a chiare lettere: "Oggi dicono i controllori una persona con problemi psichici che ha sta ostacolando il servizio, è intervenuta la polizia ferroviaria, con polizia locale e carabinieri” dettaglia. Tra San Zenone al Lambro e Tavazzano con Villavesco molti ci dicono che ci sono diversi varchi nelle recinzioni che Rete ferroviaria italiana dovrebbe sistemare. Approfittiamo per segnalarlo, serve manutenzione!”

Con riferimento al grave e tragico incidente di giovedì mattina, il Comitato prosegue la sua nota critica affermando: "Nella tristezza e nel rispetto della vita umana persa giovedì mattina sui binari, dobbiamo comunque, nostro malgrado, documentare una falla nella pianificazione ferroviaria: tra le 9.53 a Codogno e le 10.02 a Casalpusterlengo, si passava alle 11.53 e 12.02. Due ore sono davvero troppe, per città importanti della Bassa Lodigiana così popolose e un bus sostitutivo che impiega un'ora per Lodi è anacronistico. Curiosa anche l'App di Trenitalia che suggeriva una soluzione da Codogno a Milano in 2 ore e 13 minuti, col TPER 2459 delle 10.02 e con cambio a Piacenza, dove si sostava un’ora e 17 minuti". Poi la conclusione:" Teniamo in agenda ogni giorno il finanziamento del quadruplicamento fino a Lodi, che porrebbe fine alla commistione tra linea lenta e veloce, che nuoce gravemente ogni giorno alla R38 e al Suburbano e l'estensione dell'indennizzo ritardi agli abbonamenti integrati STIBM: il vecchio bonus era scattato su 15 linee a marzo 2023, mentre a marzo 2024 l'indennizzo c'è solo su 4 linee, a parità di ritardi e disagi".

Da Piacenza a Milano, passando per Lodi e provincia: “inferno ferroviario”.



Questo è un articolo pubblicato il 31-05-2024 alle 14:52 sul giornale del 01 giugno 2024 - 22 letture






qrcode